Santa Febronia

Il simulacro argenteo di Santa Febronia venerato nella Chiesa Madre S. Pietro in Palagonia.

Il simulacro argenteo di Santa Febronia venerato nella Chiesa Madre S. Pietro in Palagonia.

Santa Febronia (Nisibis, IV secolo – Nisibis, IV secolo) fu una cristiana che subì il martirio nell’antica Sibapolis, Nisibis (attuale Nusaybin, provincia di Mardin nella Turchia sud orientale, ai confini con la Siria). Viene venerata come santa dalle Chiese cattolica, copta e greco-ortodossa.
Orfana all’età di due anni visse la sua esistenza all’interno di una di quelle comunità cristiane note, secondo quanto ci riferisce più tardi sant’Efrem il Siro da Nisibis, col nome “Figlie dell’Alleanza”, nate in Mesopotamia tra la metà del III secolo e l’inizio del IV secolo, di cui fu promotrice nella città di Nisibis S. Plotinide. Qui, sotto le cure della zia Brienna e della religiosa Tomaide, crebbe in virtù e dottrina, divenendo presto una grande guida spirituale per le consorelle e per le donne pagane della città.
Sotto la decima persecuzione indetta dall’imperatore Diocleziano viene catturata e condotta davanti al giudice Seleno. Il 25 giugno del 305, resistendo alle varie lusinghe, tra cui quella di convolare a nozze col giovane Lisimaco, nipote del giudice, e noncurante delle varie minacce, viene condannata al martirio.

Affresco raffigurante il martirio di S. Febronia custodito presso l'Eremo di S. Febronia in c.da Coste.

Affresco raffigurante il martirio di S. Febronia custodito presso l’Eremo di S. Febronia in c.da Coste.

Il suo viene ricordato come uno dei più lunghi e cruenti martirii patiti dai cristiani dell’epoca: secondo la tradizione venne flagellata e sottoposta alle pene del fuoco, raschiata con pettini di ferro, le vennero tagliati i seni, le mani ed i piedi, cavati i denti ed infine fu decapitata. Nel 363 il corpo viene portato a Costantinopoli.
Successivamente giunge a Trani, in Puglia, dove fino al ‘700 la santa viene venerata nel giorno 25 giugno con un motu proprio. Testimonianze del passaggio del corpo dalla città di Trani sono un reliquiario ligneo del ‘500 ed una tela custoditi presso il Museo Diocesano.
Il suo culto vide un’ampia diffusione dall’Oriente all’Occidente, soprattutto grazie ai monaci di rito bizantino. È particolarmente venerata nel meridione d’Italia: a Palagonia (CT), a Patti (ME), ed a Minori (SA), anche se con variazioni leggendarie. Viene invocata per la protezione dai terremoti, per il dono della pioggia, per le malattie al seno. Suoi attributi sono la palma, la croce, il libro del vangelo, talvolta anche la tenaglia o la spada, questi ultimi a ricordarne alcune fasi del martirio.
Il culto a Palagonia è legato a un’antica leggenda, che vuole che le reliquie di S. Febronia fossero in realtà destinate a Militello. Il monaco, che le ha portate da Roma, tuttavia non riuscì mai a giungere in terra militellese: giunto alle Coste, ogni volta che intendeva riprendere il cammino, la pioggia e le intemperie glielo impedivano. Fin quando il monaco non si convinse a portare le reliquie della santa dell’Asia minore a Palagonia, dove tutt’ora sono venerate, in particolare nella vigilia della festa, il 24 giugno, quando vengono portate in processione dalla Chiesa di Maria Ausiliatrice alla Chiesa Madre, dove si celebra il rito della Spaccata ‘o pignu e dell’apertura del simulacro della Santa Patrona di Palagonia.